Presentazione del “Blog UICI”

Caro Visitatore

questa è un'altra opportunità che l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ti offre per favorire al massimo la democrazia partecipativa all'interno dell'associazione.

Sappi cogliere questa opportunità con onestà intellettuale e, soprattutto, con critiche che ci vogliamo augurare sempre costruttive, come avviene in tutti gli ambienti sani.

Il "Blog UICI", è stato creato appositamente per poter avere da tutti i disabili visivi in primis, ma anche da chiunque lo voglia fare, pareri ed opinioni su tutto quello che sarà pubblicato, come  notizie e curiosità, impressioni, provocazioni, eccetera.

Intervieni anche tu a commentare tutto quello che viene pubblicato sul Blog, ed approfittane per far valere la tua opinione.

Essendo una vetrina per tutti, non saranno ammessi commenti che offendono chicchessia, il Pudore di chi legge, ma soprattutto opinioni che offendono la morale del convivere civile.

Siamo certi che con questa iniziativa ti abbiamo fornito un altro strumento che ti servirà a partecipare attivamente alla vita associativa.

Fanne tesoro!

 

33 pensieri su “Presentazione del “Blog UICI”

  1. Ciao, questo è un messaggio per i moderatori di questo blog. Il mio nome è Matteo Faccenda, e sto cercando un uomo di nome Luca Berdini, da Porto San Giorgio. Luca è un mio vecchio amico, ma non sono stato in grado di trovare lui per oltre 13 anni. Ho visto il suo nome citato qui: 

    http://www.ilmascalzone.it/2014/03/torball-a-porto-san-giorgio/ 

    Questo dice che è un consulente per l'organizzazione. Credo che sia lo stesso Luca Berdinni perchè Luca stava vivendo difficoltà di visione, mentre lo conoscevo. Se sai chi, per favore lo mando il mio indirizzo e-mail: matt.faccenda @ gmail.com 

    Grazie! 

    Matthew

  2. buongiorno a tutti,

    mio nipote di 11 anni, non vedente, mi ha chiesto come regalo per la sua promozione a giugno un telefonino touch screen che possa essere attivato ed utilizzato esclusivamente con la voce. esiste? lui è un bimbo molto autonomo, cerca sempre di fare tutto da solo, va in bici, scia, gioca alla playstation con gli amici, frequenta una scuola calcio, esce da solo con gli amichetti etc etc e desidera fortemente questo cellulare touch screen (per poter mandare anche lui messaggi con whatsapp o andare su facebook come i suoi amichetti)…per lui è importante. ho provato a guardare su internet e a chiedere nei negozi ma finora non ho trovato nulla. potreste darmi qualche consiglio? grazie in anticipo

     

     

    • Ciao Daniela,

      ho letto su internet che esiste il software Mobile Speak applicato a cellulari touch screen che permette a persone non vedenti di usarli. Per l'Italia se ne occupa in particolare l'istituto Francesco Cavazza. Ti do il link che ho trovato: http://www.cavazza.it/?q=node/163

      Spero di esserti stata utile in qualche modo ūüôā

      Margherita 

    • Ciao daniela, mi piacerebbe scambiare due parole con te. Mio nipote √® nato con un problema al nervo ottico ed √® quindi non vedente. √ą ancora molto piccolo ma non ho la minima idea di come aiutare i miei cognati x stimolarli e farebin modo che a loro vokra stimolino il bambino. Ho letto che tuo nipote √® molto indipendente e vorrei capire la strada che avete seguito x ottenere questi risultati. Inutile dire che mia cognata al momento √®
      completamente a terra e io credo che solo il confronto con chi prima di lei ha affrontato questo dolore possa aiutarla..,

    • Per i telefoni con sistema android (samsung galaxy) ce talk back, √® una app scaricabile da playstore, ma ormai tutti i sistemi android ce l’hanno gia installato. per iphone ce siri, e altre sintesi vocali.

  3. Buongiorno, mi permetto di contattarvi per chiedere la vostra disponibilità a valutare l' 'utilità' di un ausilio per l'autonomia quotidiana di ciechi ed ipovedenti. A grandi linee è una bilancia per alimenti parlante con la possibilità di memorizzare un certo numero di ricette tramite collegamento bluetooth, in modo da poter guidare la preparazione degli alimenti tramite la bilancia stessa.

    L'idea è nata spadellando in cucina, ma non sappiamo se possa essere veramente utile non essendo direttamente coinvolti da problemi di vista invalidanti.

    Vi ringraziamo anticipatamente per l'attenzione che vorrete accordarci. 

    Pamela

  4. Buongiorno mi chiamo Francesco e vivo a Milano da 10 anni, Mi sono trasferito in questa Città, perche ho conosciuto mia moglie e per lavoro.Purtroppo da quando ero bambino circa 5 anni ho avuto seri problemi di vista, ad entrambi gli occhi,emoragie retiniche,con distacco di retina,senza un vero motivo, da un giorno all'altro mi svegliai una mattina e non vedevo più.Dopo vari tentativi falliti in italia ci siamo rivolti in un centro all'estero e li mi hanno salvato il salvabbile. Purttroppo dopo pochi anni ho perso l'occhio sinistro poi ancora operato nel 92 all'occhio destro per una cataratta, ora mi mi hanno operato dinuovo per un altro distacco di retina sempre allo stesso occhio, attuale visus 2 o 3/10.

    Prima che mi succedesse questo lavoraravo e lavoro tutt'ora presso una società qui In provincia di Milano, mi sono sposato ho un bambino di 3 anni ma ora ho la terribbile angoscia di perdere tutto quello che sono riuscito a costruire negli ultimi 25 anni.

    Il problema che faccio un lavoro che non dovrei fare,proprio per via della mia patologia, ma devo far mangiare mio figlio e devo pagarmi l'affuitto, altrimenti vado sotto i ponti,perquesto spero di trovare un altro lavoro, ma vedendio gli annunci ti prende uno scoramento totale..Purtroppo l'Italia non è un paese per disabbili,e un paese dove l'indifferenza, i pregiudizzi la fanno da padrona, dove devi sperare che non ti succeda nulla altrimenti lo stato non ti aiuta, ma non economicamente, ma proprio a mettere a disposizione  perchi come me e molte persone non hanno avuto troppa fortuna tutti i mezzi necessari per trovare un lavoro adatto a queste persone.

     

     

     

  5. Buongiorno, sono stata contattata per progettare e stampare i biglietti da visita per una persona vedente che vuole presentasi anche ai non vedenti. Pertanto avrei necessità di stampare questi biglietti da visita anche in Braille. Vi chiedo se sapete suggerirmi a Roma qualche contatto di Tipografia che fa questo tipo di stampa. Inoltre avrei bisogno di qualcuno che controllasse effettivamente che io e la mia buona volontà abbiamo composto in Braille correttamente. Grazie, Agnese

  6. Politecnico di Milano

    Laurea specialistica in Design della comunicazione

    Laboratorio di sistemi per l’interazione A.a 2012/2013

    Professori Gianluca Brugnoli e Franca Garzotto
    Studenti Valeria Guaragno, Anastasia Santoro e Federica Schirru

     

    Sondaggio

     

    Obiettivo: Progettazione di un ausilio tecnologico che aiuti i non vedenti ad essere autonomi in un’attività quotidiana specifica.

     

    Possibilità di risposta : tramite il blog oppure inviando privatamente una e-mail all'indirizzo federica1989_fs@gmail.it.

     

    Domande di presentazione:

    Come ti chiami? (in alternativa : sei maschio o femmina) ?

    Quanti anni hai?

    Cosa fai nella vita?

    Quali sono i tuoi interessi?

     

    Domande generiche:

    In quali attività quotidiane sei autonomo?

    Cosa o chi ti aiuta ad esserlo?

    In quali attività non sei autonomo o lo sei meno?

     

    Domande specifiche riguardanti l’autonomia raggiunta :

    Come hai raggiunto la tua indipendenza ?

    Nonostante ti senti autonomo/a, esiste un’attività della tua esperienza quotidiana che pensi potrebbe esser migliorata sia nel grado di difficoltà per svolgerla autonomamente e sia negli ausili utilizzati per esser autonomo? Hai delle proposte in merito ?

    In quale attività quotidiana ti è sembrato più difficile renderti autonomo/a ? Perché ?

     

    Domande specifiche su un’attività quotidiana a tua scelta in cui non ti senti del tutto autonomo:

    Fai questa attività da solo oppure ti aiuta qualcuno?

    Se fai l’attività con qualcuno, chi ti aiuta?

    Quali sono i motivi legati alla cecità che non ti consentono di sentirti del tutto autonomo?

    Ti piacerebbe avere l’opportunità di essere completamente indipendente nel fare tale attività?

    Dove svolgi quest’attività?

    Riesci a orientarti facilmente negli ambienti dove svolgi l’attività in questione?

    Frequenti sempre gli stessi luoghi per fare questa attività? Perché ?

    Ti fai aiutare da dispositivi tecnologici per questa attività? Se si, quali?

     

    Di tutte le attività quotidiane, ci siamo volute soffermare sull’attività del “fare la spesa”, volendo comprendere come ogni persona non vedente si relaziona a questo aspetto quotidiano e se ha mai riscontrato difficoltà o meno.

    Di seguito sono proposte domande specifiche su tale attività giornaliera:

     

               a) Vai a fare la spesa da solo, sei accompagnato o va qualcun’altro per te?

    Rispondi solo se vai a fare la spesa da solo:

     

    Riesci a orientarti nei supermercati?

    Come scegli i prodotti?

    Ti fai aiutare nella scelta? Se si, da chi?

    Hai mai usato qualche dispositivo che ti aiuta per fare la spesa?

     

    Rispondi solo se vai a fare la spesa accompagnato:

    Con chi vai?

    Quanto ti aiuta l’accompagnatore nella scelta del prodotto e nell’orientamento?

    Frequenti sempre gli stessi supermercati o ti piace cambiare?

     

    Rispondi solo se non vai a fare la spesa e va qualcun altro per te:

    Perché non vai da solo a fare la spesa?

    Ti piacerebbe avere l’opportunità di farlo da solo?

     

    b) Vuoi parlarci di qualche aspetto, difficoltà che nel sondaggio non abbiamo affrontato ?

     

     Vi ringraziamo moltissimo per aver dedicato il vostro tempo a questo questionario.

    I nostri più gentili saluti

    Federica Schirru, Valeria Guaragno, Anastasia Santoro.

     

     

    INFORMATIVA SULLA PRIVACY

    Ai sensi dell’art. 13 del D.Lgs 196/2003, i dati personali che la riguardano saranno trattati da Federica Schirru, Anastasia Santoro e Valeria Guaragno per uso didattico (progetto per il laboratorio di sistemi di Interazione, corso di Laurea Magistrale, facoltà di Design della Comunicazione, Politecnico Milano) e non saranno comunicati a terzi. I dati verranno utilizzati anonimamente così da garantire la tutela dell’intervistato.

  7. Gentili Signori e Signore

    sono una studentessa del corso di laurea magistrale del Politecnico di Milano, il mio nome è Federica. MI permetto di scrivere su questo blog in quanto mi da la possibilità di potermi rivolgere a tutte le persone che sono in contatto con l'UICI.

    Il motivo di questo mio messaggio è legato a un progetto che sto svolgendo all'Università nel laboratorio di sistemi per l'interazione con il professore Gianluca Brugnoli.  Il progetto sui cui io e le mie colleghe vorremmo lavorare, riguarda l'ideazione di un dispositivo o sistema tecnologico che vada incontro alle problematiche di tipo quotidiano riscontrate dalle persone non vedenti. Per riuscire a individuare se vi sono problematiche di questo tipo e, se nel caso esistessero, di che tipo sono, io e le mie colleghe riteniamo essenziale e di grande aiuto rivolgerci a tutte le persone non vedenti, disponibili a mostrarci le problematiche che incontrano nella vità quotidiana.

    Quindi la mia richiesta si rivolge a tutte le persone disponibili ad aiutarci e a partecipare alla nostra iniziativa, rispondendo (  anonimamente ) a un breve sondaggio il quale ci aiuterà ad individuare le difficoltà e a proporne successivamente una soluzione.

    Prima di tutto però volevo chiedere conferma al Presidente nazionale dell'UICI se posso scrivere su questo blog il nostro sondaggio.

    Vi ringrazio a nome mio e delle mie colleghe, per la vostra attenzione e la collaborazione.

    I nostri migliori saluti

    Federica Schirru

    • Carissima, con piacere¬†confermo la nostra disponibilit√† a quanto da te richiesto.

      Cordiali saluti

      Il Presidente Nazionale

      Prof. Tommaso Daniele 

      • Grazie !!! Se non è un problema lascio un altro commento con il Sondaggio e chi vorrà, sarà libero di rispondere anche con un Nickname sotto al mio commento o riservatamente alla mia mail che lascio a fine sondaggio. In ogni caso non ci serviremo dei dati personali delle persone ( quest'ultimi ci servono solo individuare la fascia di età e il sesso della persona ) ma utilizzeremo solo le informazioni inerenti "le attività quotidiane". Ringrazio tutti per la disponibilità.

        Cordiali saluti

        Federica Schirru 

  8. Alla cortese attenzione del Presidente nazionale dell’UICI

    All’attenzione della Commissione nazionale dei centralinisti non vedenti

    All’attenzione dell’Ufficio lavoro dell’UICI

    E p.c. Centralinoplus

    Oggetto: C’è un silenzio assordante da parte dell’UICI sulle sorti dei centralinisti non vedenti inattivi.

     

    Preg.mo Presidente,

    Egregi Signori e gentili Signore,

    a meno che l’Unione Italiana Ciechi, non tutela più i ciechi ma i sordi, trovo che il silenzio tombale di codesta Associazione, sulla vicenda dei centralinisti non vedenti inattivi presso svariate realtà lavorative,  stia oltrepassando la decenza.

    Lo scopo primario dell’Unione, dovrebbe essere l’integrazione sociale dei non vedenti e integrazione significa lavoro/produttività.

    Succede invece che centinaia di centralinisti non vedenti sono abbandonati a un destino di emarginazione lavorativa e chi dovrebbe dargli voce, è diventato muto.

    Da qualche parte, dovrebbe essere operativa una rete di servizi composta da uffici, coordinatori, commissione, comitati, che dovrebbero interagire con ogni mezzo, con le istituzioni di ogni ordine e grado, per prevenire e rimediare  a tutte le vicissitudini della categoria.

    A parte qualche tentativo di risoluzione (un paio di lettere all’INPS, un incontro all’Agenzia delle entrate e qualche richiesta di incontro al Ministero del lavoro), negli ultimi dieci anni, i servizi di cui sopra, non sono riusciti a frenare la perdita di tutte le conquiste e le certezze del passato.

    Siccome adesso il declino ha toccato la dignità della categoria, è il caso che il Presidente nazionale dell’UICI, trovi il vigore di riformare e adeguare i servizi che furono preposti alla tutela dei centralinisti non vedenti;

    Altre esitazioni, potrebbero compromettere la stessa sopravvivenza della professione e questo non deve accadere Presidente.

    Ci auguriamo che le centinaia di voci della lista Centralinoplus, anche questa volta, non restino inascoltate, anche perché saremmo in presenza di un vero dialogo tra ciechi e sordi… .

     

    In fede, Immacolata Di Fiore

    Salvatore Guarino

    • Carissima, il problema √® molto presente a questa Presidenza ed all’intera Direzione Nazionale. Il nostro silenzio dipende dalla mancanza di risultati concreti da comunicare. Domani, salvo conferma, incontrer√≤ la segretaria della Commissione per il repertorio della Formazione Professionale¬† della Conferenza delle Regioni. Discuteremo il problema dei nuovi profili professionali previsti dal Decreto Salvi. Il problema dovrebbe essere risolto in tempi abbastanza brevi. Faccio, inoltre, presente che il tavolo tecnico, deciso dal Ministero del Lavoro Fornero, ha prodotto un altro risultato importante: un disegno di legge del Ministero della Sanit√† che affronta finalmente il problema dei massofisioterapisti da inquadrare nell’ambito della nuova figura dell’operatore di benessere. Come puoi constatare l’Unione profonde tutto il suo impegno per risolvere un problema che sappaimo essere importante.

      Cordiali saluti

      IL PRESIDENTE NAZIONALE
      Prof. Tommaso Daniele

      • Preg.mo Presidente,

        grazie di aver interrotto il silenzio.

        In quanto all’incontro con la segretaria della Commissione per il repertorio della Formazione Professionale della Conferenza delle Regioni, La prego di rendere noto gli sviluppi anche alla lista  Centralinoplus.

        La problematica dei centralinisti inattivi, ha una rilevanza nazionale e pertanto, l’UICI nazionale, farebbe bene a interagire direttamente con gli interessati, anche attraverso mezzi di comunicazione non tradizionali come una lista di discussione virtuale.

        In merito alla richiesta di riformare e adeguare la rete dei servizi UICI in materia di lavoro, alla quale Lei non ha risposto, La prego di considerare il fatto che tali servizi non soddisfano le aspettative della categoria, basta leggere per esempio, i messaggi postati su Centralinoplus per avere una idea;

        Pertanto, ricercare una soluzione condivisa, non solo onorerebbe le regole di efficienza e democrazia, ma anche di buonsenso.

        Un caro saluto, Immacolata Di Fiore

         

        P.S. In relazione ai centralinisti inattivi, questa sera incontrerò il Segretario Generale della UilPA Benedetto Attili, al quale consegnerò insieme a una mia lettera, anche alcune lettere che Lei Presidente, ha indirizzato all’INPS e all’Agenzia dell’entrate.

         

         

  9. È da qualche tempo, che leggo con interesse, le vicende lavorative postate sulla lista centralinoplus.

    L’argomento che si sta trattando in questi giorni, è l’inattività forzata dei centralinisti.

    Consiglio i promotori del blog, a leggere con attenzione, quanto viene riportato in lista e meditare.

    Riporto qui di seguito, avendone avuta la preventiva autorizzazione, la mail di un centralinista che ha aperto la discussione:

     

     

     Ciao a tutti, sono Massimo,

     per chi non mi conosce, lavoro come centralinista presso l'agenzia delle

     entrate, di ciò sono molto fiero, poichè da ciò ne ricavo tutta la

    dignità

     che mi permette di vivere decorosamente.

     Tutto ciò che da un po di tempo a questa parte mi impensieriva è diventato

     una triste realtà, che ho cercato invano di far presente per prevenire che

     potesse accadere.

     In provincia di Caserta ci sono 5 centralinisti che lavorano per l'agenzia,

     adesso che hanno installato il voip il nostro futuro è divenuto incerto,

     poichè se prima dovevamo rispondere ad un numero testa di serie di più

     linee, oggi ci ritroviamo ad avere semplicemente un interno assegnato come

     qualsiasi altro dipendente, visto che 3 dei 4 impianti di centralino sono

     stati soppressi.

     Tutto ciò non mi fa presagire nulla di buono, visto che la legge 113/85,

     prevede che in caso di sopressione dell'impianto a centralino il

     centralinista può essere licenziato, se non viene formato per essere

    adibito

     ad altre mansioni.

     Questo che mi sta accadendo per me è molto umiliante visto che non solo mi

     preclude il futuro ma mi fa sentire un parassita che è costretto a prendere

     uno stipendio senza guadagnarselo.

     A ciò deve aggiungersi l'ansia di chi viene tenuto sui carboni

    incandescenti

     dell'incertezza, visto che ad ogni mia domanda per sapere cosa è previsto

     per noi, mi si risponde che:

     " poi si vedrà ".

     Lo strano di tutto ciò è che nonostante questa sorte non sta capitando

    solo

     a noi dell'agenzia delle entrate ma anche ad altri, come i colleghi

     dell'INPS, che di sicuro saranno seguit dai colleghi dell'INPDAP con i quali

     si sono fusi, non si prende nessuna iniziativa da parte degli interessati ne

     da parte delle associazioni che dicono che ci dovrebbero tutelare.

     però non posso trascurare di ringraziare per la piena solidarietà ed

     interessamento offertomi dall'amico Peppe Fornaro, che si è impegnato a

     farmi avere una risposta a brevissimo, di cui se non gli dovesse comportare

     nessun problema può darmela anche in lista, in modo che ne possano

     beneficiare tutti i centralinisti iscritti ed afflitti dalla mia stessa

     problematica.

     Sperando che con queste semplici parole abbia spronato qualche indeciso a

     farsi avanti per incamminarci insieme nell'affrontare la problematica,

     magari sostenuti con forza dalle associazioni di categoria, visto che si

    stà

     facendo scomparire la mmansione dei centralinisti, vi saluto tutti

     cordialmente.

     

  10. Oggi voglio parlare di numeri collegati alle condizioni lavorative dei non vedenti:

    Circa un anno fa, in un articolo, leggevo che ci sono circa 300 insegnanti ciechi in servizio;

    Circa 5 anni fa, iniziava il processo di digitalizzazione della scuola.

    A parte i docenti non vedenti che lavorano negli istituti per ciechi e quei docenti intraprendenti di natura, molti di quei 300 insegnanti di cui sopra, sono arrivati al dunque (anno scolastico 2012/2013), senza una opportuna preparazione a tale evento.

    Nel corso dell’anno appena trascorso, l’UICI, responsabile morale degli insegnanti in questione, attraverso un apposito comitato, affronta sulla carta (lettere al Dicastero di competenza), alcuni delle spinose problematiche:

    Inaccessibilità del formato dei libri digitalizzati e le difficoltà di utilizzo, del registro elettronico.

    Fermo restante, che gli editori hanno tutto il diritto di difendersi dalla pirateria informatica, quella sul web per intenderci e, scegliersi il formato che più soddisfa la loro esigenza, chi era responsabile morale delle esigenze lavorative degli insegnanti non vedenti, non ha pensato di risolvere per tempo il problema, lasciando trascorrere inutilmente, 5 lunghi anni.

    Con questo non voglio dire, che non si è cercato di risolvere almeno provandoci, ma si è scelta la via comoda ovvero, chiedere agli altri (ministri e politici), di risolvere il problema.

    Intanto alcune università e alcune scuole virtuose, procedevano autonomamente, a produrre testi scolastici in formato accessibile, per i loro alunni e insegnanti non vedenti;

    Intanto, l’UICI, ricevendo sostanziosi finanziamenti, continuava a produrre libri parlati che servono alla ricreazione di pochi, abbandonando alunni e insegnanti ciechi, a un avvilente destino.

    Per quanto riguarda il registro elettronico, oltre a ribadire la necessità di interventi diretti da parte dell’UICI, con i produttori, si doveva promuovere corsi di formazione mirata, anche raggiungendo uno per uno gli insegnanti interessati, l’IRIFOR, è presente su gran parte del territorio nazionale.

    Un altro aspetto da rilevare, è la difficoltà di spostamento che hanno gli insegnanti non vedenti, all’interno degli istituti;

    In un articolo, il Presidente Daniele, suggeriva l’impiego del servizio civile per tale esigenza.

    Ebbene Presidente, quando si verifica che a un insegnante cieco, sono assegnate classi su plessi diversi e lo stesso insegnante è costretto a raggiungere nel cambio di orario l’ubicazione dell’altra classe, contemporaneamente allo spostamento/ricreazione di centinaia di alunni, che ne dice di parlare con il dirigente d’istituto e il responsabile sindacale della sicurezza?

    Al dirigente scolastico, anche responsabile della sicurezza dell’istituto, andrebbe spiegato che l’assegnazione delle classi, dovrebbe rispettare le esigenze del docente disabile e assicurare la sua incolumità;

    Al rappresentante sindacale, andrebbe spiegato che i lavoratori ciechi, non sono invisibili… .

     

    Ho appreso da fonti UICI, che ci sono in servizio, 8.500 centralinisti non vedenti e ipovedenti;

    Sarebbe veramente interessante sapere:

    Quanti centralinisti espletano effettivamente, mansioni di centralinista;

    Quanti centralinisti, sono in forzata inattività;

    Quanti centralinisti, hanno avuto opportunità di riqualificazione.

    Mediante questo monitoraggio, si dovrebbero prevenire situazioni incresciose come quelle dell’Inps e l’Agenzia delle entrate e si eviterebbe a molti ciechi, la bruttissima sensazione di abbandono da parte di chi dovrebbe per legge, tutelarli.

    Anche in questo settore, l’UICI, ha rimediato con una apposita commissione che attualmente, è riuscita a mettere nero su bianco alcuni intenti;

    Anche in questo caso, si è scelto la solita via, quella comoda… e i problemi restano irrisolti.

    Colgo l’occasione, per lamentare l’anonimato dei componenti delle commissioni e di tutti coloro che hanno la responsabilità politica delle scelte che riguardano la collettività dei ciechi.

    Mi piacerebbe e sarebbe corretto, che l’UICI, pubblicasse sul sito istituzionale, il curriculum vitae di tali persone;

    é inaccettabile che il destino lavorativo dei ciechi e degli ipovedenti, è in mano a perfetti sconosciuti.

    Sono mesi che questo blog è aperto, a parte i miei assidui interventi e quelli di alcuni soci di buona volontà, non ravviso l’esigenza dei componenti delle commissioni che si occupano del lavoro, di intervenire e mediare, gli approfondimenti arrivati.

    Poi il Presidente Daniele lamenta la scarsa partecipazione, che tristezza… .

     

    P.S. Per sgomberare il campo da qualsivoglia equivoco, tengo a precisare, che i miei interventi sul blog, hanno il solo intento di partecipare democraticamente, alla vita dell’UICI, con la speranza di fornire contributi utili alla collettività.

     

     

  11. All’inizio di un nuovo anno, ci si scambiano gli auguri, sperando che finalmente tutto possa essere migliore dell’anno precedente, a questa speranza, io aggiungo l’auspicio che la nostra categoria, possa essere ammirata dalla collettività e non compatita.

    In relazione ad alcune incresciose situazioni lavorative, vorrei provare a tirare le somme dell’anno accantonato e al contempo, provare a suggerire il da farsi per il nuovo anno.

    Tantissimi lavoratori ciechi, oltre ad affrontare i disagi di sempre e mai rimossi, si sono dovuti confrontare con nuove barriere che continuano a impedire la reale inclusione sociale:

    1. Gli insegnanti ciechi, oltre ai problemi come la persistenza di barriere architettoniche (molti edifici scolastici, sono vecchi e non adeguati a essere accessibili a tutti) e la scarsa cultura della diversa abilità da parte dei dirigenti di istituto, si sono imbattuti nelle barriere invisibili (registro elettronico e libri di testo digitali).

    A seguito della digitalizzazione della scuola, iniziata per quanto ne so, all'incirca nel 2008, questi lavoratori a oggi, non sono stati messi in grado, di conformare le loro mansioni, alle evoluzioni della professione.

    Mi chiedo come mai, l’UICI con le proprie risorse, in 5 anni, non ha provveduto a formare questi lavoratori;

    Mi chiedo come mai, l’UICI non ha pensato a istituire un tavolo tecnico direttamente con gli editori ,con i costruttori di apparecchiature informatiche e con un garante istituzionale per risolvere a monte la questione.

    Su tale tavolo, andavano trattate e messe a confronto, le esperienze e le soluzioni, senza tralasciare le esigenze di tutte le parti in causa, il tutto sotto la supervisione delle istituzioni e il rispetto della legislazione vigente.

     

    2. I centralinisti assunti ai sensi della Legge 113/85, sono rimasti incastrati in una professione che non serve più;

    Tali lavoratori, non potendo essere impiegati per altre mansioni, in tantissimi casi, sono posti in forzata inattività (se il posto operatore rimanesse scoperto, il datore di lavoro, sarebbe obbligato a una nuova assunzione di un altro centralinista che non gli serve).

    Oramai è da più di un decennio, che si assiste nei Ministeri, negli Enti pubblici e privati, nelle Banche ecc., alla crocefissione dei centralinisti e l’UICI, si è limitata nel corso dell’anno appena trascorso, a inviare lettere ad alcuni datori.

    Anche in questo caso, l’UICI deve scendere in campo direttamente con soluzioni di pronta utilità, invece di sollecitare compassione:

    Presentare agli Uffici Relazioni industriali e formazione, progetti di riqualificazione;

    Contattare le strutture sindacali aziendali, per individuare percorsi comuni;

    Individuare lo strumento giuridico, per rendere obbligatorio la riqualificazione dei centralinisti inattivi;

    Nell’ambito della riforma della L. 113/85, prevedere deroghe per quei datori che hanno permesso la riqualificazione dei centralinisti.

     

    Per concludere, voglio esprimere una considerazione a proposito dell’apertura di questo blog:

    Il proposito era di trovare nuove professioni per i non vedenti, sulla scorta dell’esperienza del fenomeno del centralinismo;

    Posso affermare con soddisfazione e con grande piacere, che il tentativo è fallito!

    Spero che anche i promotori del blog, se ne faranno una ragione.

    Il centralinismo, ha rappresentato nel passato, una opportunità che ha prodotto sicuramente dei benefici, ma non si deve per questo ripetere.

    I mestieri esclusivi per i ciechi, non hanno fatto crescere professionalmente gli interessati, hanno impedito altre opportunità alla categoria, hanno ghettizzato i non vedenti.

    Mi auguro che il blog, resti aperto per lasciare a persone come me, la possibilità di partecipare in termini di contributi, alle scelte dell’Unione;

    La politica verticistica dell’UICI, dovrebbe lasciare il posto, alla partecipazione e alla consultazione della base associativa.

    Ci sono casi particolari, che bisogna fare scelte di tipo verticistico, per uscire dallo stallo, ma devono secondo me, essere eccezioni non una regola e la mia Associazione, farebbe bene ad adeguarsi.

    AUGURI A ME E A TUTTI!

     

     

     

     

  12. Desidero esprimere il mio pensiero, a riguardo della riforma della Legge 113/1985;

    Seguo con attenzione l’iter parlamentare e gli ultimi sviluppi, ma prendo atto solo che sull’argomento, si fa solo campagna elettorale (l’avevo registrato anche in occasione della conferenza stampa di settembre u.s.).

    Se si legge il resoconto della commissione parlamentare, si avverte quanto tali parlamentari, prendono in giro la nostra categoria.

    (Bene Presidente la creazione di una lista civica, non solo appoggio l’iniziativa, ma mi offro come volontaria.)

    Ritornando alla L. 113/85, ravviso che tale legge e i tentativi di riforma, sono già vecchi e sotto certi aspetti, inapplicabili al nuovo mercato del lavoro e l’aspetto che desidero qui segnalare, è quello dell’aggiornamento dei profili professionali:

    Se la L. 113/85, prevede che “Ai lavoratori non vedenti occupati ai sensi della presente legge si applica il normale trattamento economico e normativo”, questo significa che tali profili, si dovrebbero ricondurre agli attuali CCNL;

    La riforma della Legge 113/85 prevede due profili, centralinista e operatore della comunicazione;

    Tali profili non esistono più in moltissime piante organiche, sia nel pubblico che nel privato.

    Pertanto, se non si trova una definizione più generica di tali profili, oltre a rimanere fuori dalla reale tutela economica e normativa prevista dai CCNL, tale applicazione difficile anche in sede giudiziaria, si impedirebbe l’impiego dei non vedenti, anche in altre mansioni.

    L’operatore della comunicazione, a seguito dei rinnovi dei CCNL, si è trasformato in collaboratore della comunicazione e della informazione, questo significa che il lavoratore che appartiene a questo profilo, previa formazione, potrebbe essere impiegato sia negli URP, che negli uffici stampa.

    Perché precludere il campo di azione dell’applicazione della legge speciale?

    Si sta continuando a commettere lo stesso errore ovvero, si crede che l’operatore/addetto alla informazione, sia l’evoluzione del centralinista, niente di più sbagliato:

    Il centralinista, previsto dalla L. 113/85, non fornisce informazioni, ma smista le telefonate, niente di più;

    L’attività di informazione e di comunicazione, prevista dalla L. 150/00, è tutta un’altra cosa e non centra niente con il mezzo di trasmissione se è il telefono o computer.

    Ma quale equipollenza!

    La riforma della L. 113/85,deve fare i conti anche con l’inquadramento professionale normativo ed economico previsto dai CCNL attuali e futuri;

    La formazione professionale dei non vedenti e la riqualificazione dei non vedenti in servizio, devono rispondere all’evoluzione del lavoro, non solo alle leggi speciali.

    Io penso che sarebbe ora di fare chiarezza e distinguere bene le due qualifiche, il tavolo tecnico aperto al Ministero del lavoro, è una buona occasione.

    Prego l’Unione, di contribuire a tale chiarezza e di non gettare i non vedenti allo sbaraglio non è una questione solo di numeri, più se ne impiegano, meno disoccupati ci sono, il mercato del lavoro, ha altre esigenze, altre regole… .

     

  13.  

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Cari tutti,

    il mio nome è Federico Podestà. Sono un socio dell'UIC di Trento e vi scrivo perchè, sebbene abbia

    pensato a lungo su quali potrebbero essere le nuove professioni per noi ciechi e ipovedenti, non sono

    arrivato a grossi risultati. In ogni caso, pensando alla mia esperienza lavorativa (faccio il ricercatore in

    campo economico-sociale e uso abitualmente il PC per analizzare dati statistici e per scrivere rapporti di

    ricerca), ritengo che valga la pena puntare su un'ampliamento delle occupazioni che vengono svolte

    attraverso l'uso del PC. Questo per due motivi. In primo luogo l'uso degli strumenti informatici è ormai

    capillare in ogni settore impiegatizio. Inoltre, disponendo oggi di svariati strumenti per agevolare i ciechi e

    gli ipovedenti all'uso del PC, direi che abbiamo sempre meno ostacoli in queste professioni.

    Di conseguenza, occorre secondo me ampliare le tutele ai ciechi e agli ipovedenti per consentire loro di

    accedere alle professioni impiegatizie a vari livelli, non puntando unicamente a occupazioni quali

    l'imputatore di dati. Lo dico anche perchè se oggi i giovani ciechi e ipovedenti possono conseguire elevati

    titoli di studio, grazie anche all'aiuto di strumenti che consentono loro di usare il pc, vale forse la pena

    puntare su questa tendenza. In altre parole, se è vero che riusciamo a raggiungere livelli di

    scolarizzazione analoghi a quelli di coloro che non hanno problemi di vista, non vedo perchè non si possa

    puntare sui risultati scolastici delle nuove generazioni di ciechi e ipovedenti per capire quanto questi

    possono fare di intellettualmente spendibile usando il pc.

    Cordialmente

    Federico

  14. Accolgo con piacere la notizia che il Ministro Fornero, ha mantenuto la promessa di aprire un tavolo tecnico, sulla questione dei centralinisti.

    Il mio auspicio è che l’UICI, Approfitti dell’occasione, per risolvere anche l’incresciosa situazione, dei centralinisti posti in forzata inattività lavorativa, a causa delle nuove tecnologie e l’accorpamento delle sedi, come per esempio, l’accorpamento delle sedi giudiziarie, dei ministeri e l’imminente accorpamento a seguito della soppressione delle province.

    L’obbligo di assunzione dei centralinisti non vedenti, ha prodotto nel tempo questa grave situazione, la cui persistenza, costituisce a mio parere, un pregiudizio alla inclusione lavorativa presente e futura, della categoria.

    C’è in atto, una emergenza lavorativa ancor più grave di quella della ricerca della prima occupazione;

    Il Presidente Daniele, in una recente lettera all’INPS, riferendosi alla tutela occupazionale dei centralinisti dell’Istituto, diceva “Il rischio più concreto è un vero e proprio disagio esistenziale, che sarà vissuto dagli stessi che potrebbero subirlo come un fallimento personale.”

    Ebbene Presidente, il rischio a cui fa riferimento Lei, certamente non lo corre chi è alla ricerca del primo impiego, ma è sicuramente devastante per chi lo subisce;

    Devastante perché per i disabili, il lavoro rappresenta un vero palcoscenico di vita, dove mostrare quanto si vale e l’impedimento forzato di tale attività, potrebbe significare il fallimento di cui parlava Lei.

    Almeno nella Pubblica Amministrazione, bisogna ricercare lo strumento legislativo che imponga alle Amministrazioni, di riqualificare i centralinisti inattivi.

    Per quanto riguarda invece, il settore privato, bisogna fare pressioni attraverso le associazioni sindacali di categoria.

    Anche tutta la categoria dei centralinisti deve fare la sua parte, sia nella fase critica, che nell’azione preventiva del fenomeno;

    I problemi non si risolvono da soli, non bisogna aspettare che qualcun altro li risolva.

    Le esigenze lavorative si evolvono insieme al mercato del lavoro, in maniera vertiginosa pertanto, se si percepisce che sta toccando a noi:

    Bisogna agire immediatamente, in prima persona, coinvolgere le strutture sindacali, interessare l’UICI.

    Se poi, si verifica che chi ci dovrebbe aiutare, si gira dall’altra parte o nel caso dell’UICI, fa la strabica, pretendere la dovuta attenzione, se è il caso, anche denunciando pubblicamente l’accaduto.

    Non è più il tempo di fare gli spettatori di ciò che ci accade… .

  15. In un periodo come questo dove anche i normodotati con lauree di specializzazione fanno fatica a trovare lavoro penso noi si debba tornare a focalizzarci sul potenziare la formazione scolastica post medie, dove sia l'alunno ipovedente o non vedente a trovare la propria vocazione per un futuro lavorativo. Vedo molti ragazzi rassegnati nell'idea che da disabili visivi potranno fare solo o "questo" o "quello" senza avere la possibilità di scegliere un proprio futuro lavorativo che come per tutti potrà andare bene oppure no. Ad oggi in italia fra i disabili visivi abbiamo psicologi, programmatori, artisti, insegnanti, consulenti,politici, addirittura meccanici, ed ovviamente tutta questa gente è riuscita a realizzarsi professionalmente grazie a tanta passione ed un buon sostegno durante il periodo scolastico. Penso dobbiamo impegnarci per dare ai nostri ragazzi la possibilità di scegliere loro che lavoro vorranno fare in futuro impegnandoci ad eliminare una rassegnazione di massa che impera nei nostri giovani.

    Saluti a tutti da Vicenza

    • Questo mio commento che non dev'essere inteso come polemica, è per il signor Matteo costruttore del blog, e pure per il dottor romano:

      Io ci riesco a navigare sulle pagine del blog stesso; ma davvero non è stato  possibile renderlo più navigabile? ma davvero volete credere che solo perchè ci riuscite voi o quelli come me il blog è ben fatto e accessibilissimo? signori! con tutto rispetto vi chiedo di dare una ulteriore occhiata, e dopo di che farvi un gentile esame di coscenza per riparare il riparabile e di conseguenza venire incontro  a molti ciechi che se questo sarà fatto, faranno sentire molto di più la loro voce.

      un saluto.

       

  16. salve a tutti sono  Emanuele. Da premettere che non svolgo nessuna professione, se non per arrotondare avvolte suono nei locali, ma il lavoro del musicista non può di certo garantire un futuro dignitoso inquanto precario. ma quale lavoro oggi non lo è! comunque premesso questo, io avrei da fare una proposta dato che questo è un blog dove si può esprimere la propria opinione nella massima trasparenza. ebene: perchè non incentivare tra i corsi di formazione professionali per nonvedenti anche quello del fonico e tecnico del suono? penso e so per certo che è un lavoro fattibile per una persona cieca o ipovedente, visto che oramai gli ausili tecnologici sono alla portata di tutti. secondo me, questa è una professione da non sottovalutare, dato che all'estero e anche nel nostro territorio nazionale è una  manzione che molti nonvedenti svolgono. cordiali saluti Eanuele Cortese

  17. Salve Cari Amici…sono un Massofisioterapista Ipovedente,in attesa di collocamento lavorativo!ho letto la circolare riguardante gli impegni presi dall'UIC e dai sindacati,io spero presto che si risolvino i problemi che la figura del Massofisioterapista sta attraversando…anche io nel mio piccolo,ho mandato svariati solleciti alle sedi competenti…sappiamo benissimo i problemi che la figura del Massofisioterapista stà attraversando,ma la disinformazione e la cattiveria di chi vuol mettere il bastone sulle ruote,stà prendendo il sopravvento..a me personalmente è capitato che l'Ufficio Provinciale del Lavoro,abbia negato l'iscrizione in graduatoria e sentirmi pure dire che il mio titolo non è valido..sappiamo benissimo che per modificare uno stato giuridico,bisogna abrogare le leggi su cui si fonda!le norme dei Massofisioterapisti sono attualmente ancora vigenti e per ultima la legge 68 all'articolo 3 le salvaguarda!quindi lo considero un errore dichiarare il Massofisioterapista figura oramai superata,nessuna norma o altro ha esplicitamente dichiarato ciò!anche se mi trovo nella mischia dei tanti che hanno acquisito il titolo dopo l'uscita dell'equipollenza,a noi non interessa essere equipollenti..esiste un nostro mansionario..ed in ogni caso non possono venir meno gli obblighi occupazionali previsti per legge!detto ciò mi auguro che l'UIC non lasci in mezzo ad una strada tutti quelli come me chiamati "diplomati post 99"!

  18. Desidero incominciare il mio pensiero, con una frase che ho sentito da qualche parte “i disabili devono essere utili alla società non deve essere la società utile ai disabili”.

    I pregiudizi, le trasversali politiche assistenziali, la scarsa cultura delle diverse abilità, impediscono il conseguimento di tale obiettivo.

    Un disabile diventa utile per la società solo quando svolge proficuamente un lavoro, se questo non avviene, non solo si è invisibili, ma si diventa anche un peso.

    C’è una emergenza lavorativa dei disabili (pare che sono 750 mila in cerca di lavoro iscritti al collocamento);

    A questa emergenza, si unisce quella di quei disabili che lo stanno per perdere e di quei disabili che il lavoro lo hanno ma, non prestano attività perché le loro mansioni sono inutili e incompatibili alle nuove esigenze di lavoro.

    Sento la necessità di parlare proprio di questi ultimi, in particolare voglio parlare di quelle centinaia di centralinisti non vedenti, le cui mansioni non corrispondono più alle esigenze sopraccitate e pertanto resi lavoratori inattivi.

    Tale deriva, incominciava circa dieci anni fa, alcuni grandi enti e alcuni ministeri, nell’intento di risparmiare e di adeguarsi all’evoluzione tecnologica, si sono dimenticati di queste risorse umane e della loro professionalità.

    Non a caso, ho utilizzato i termini risorse umane e professionalità:

    Quegli enti e quei ministeri hanno inconsapevolmente parcheggiato in apposite stanze, in tristi box e in lunghi corridoi, persone che avevano l’unico torto di possedere una formazione professionale oramai in disuso;

    Ma le professioni si aggiornano, le persone si evolvono, perché non è stato trasformato questo potenziale, in risorse da impiegare ancora?

    Quale è, l’oscuro motivo per il quale, chi doveva vigilare (sindacato e associazione di categoria), non ha fatto niente per prevenire tale deriva?

    Le soluzioni erano e sono a portata di mano:

    Una volta smantellati i vecchi centralini, il personale addetto, doveva essere riqualificato attraverso corsi di formazione mirata ovvero, corsi che rispondessero alle necessità del datore di lavoro (preciso che molti centralinisti non vedenti, oltre il corso di formazione professionale, hanno conseguito diplomi di scuola superiore e di laurea);

    Acquisita la formazione, il reinserimento dell’ex centralinista, andava favorito con adeguati ausili informatici;

    Là dove il reinserimento, per svariati motivi, non fosse stato possibile, a tali risorse andava proposta una riconversione professionale assistita, di tipo autonoma o imprenditoriale.

    Un esempio che quanto sopra detto è possibile, si può riscontrare al Call Center del Ministero di Grazia e Giustizia, dove I quattro operatori telefonici del I livello sono due ipovedenti e due non vedenti e sono perfettamente in grado di svolgere il loro lavoro con l'ausilio di strumenti software e hardware specifici.

    Sono fermamente convinta, che non occorre una bacchetta magica per rendere visibile di nuovo questa categoria di lavoratori, gli strumenti ci sono, manca solo la buona volontà di coloro che possono e devono intervenire.

    Mi auguro di suscitare interventi risolutivi atti a soddisfare tutte le emergenze in essere in questo momento, anche perché di tempo ne è già passato tanto inutilmente;

     

    L’emergenza lavorativa non è soltanto occupazionale, qui è in gioco la dignità della persona, anche se è disabile visivo.

     

  19. In merito all'emergenza  lavorativa , vorremmo portare a conoscenza delle opportunità inerenti nuove figure professionali, tra cui:

    il corso realizzato e finanziato dalla ns Regione : Operatore Web Master, facilitatore ed analista di siti della pubblica amministrazione;

    inoltre la sezione di Cs ha inserito nel catalogo regionale una nuova figura, quale, guida Turistica Ambientale(non vedente).

    Le nuove normative dei Beni Culturali, aprono anch'esse la strada ai non vedenti come guida ai Beni culturali dove il cieco può illustrare all'interno dei musei le varie opere d'arti.

  20. Con il solo intento di portare il mio personale sostegno all’iniziativa, ho partecipato alla conferenza stampa organizzata dall’Unione in merito alla emergenza lavorativa dei ciechi e desidero esprimere le mie impressioni in proposito:

    L’introduzione del Presidente è stata elogiabile, ma non avevo dubbi!

    Lo stile elegante di approcciarsi, che contraddistingue il nostro Presidente, è stato, come sempre, un punto di forza per la nostra Unione e ne sono orgogliosa.

    Lodevole nonché incisivo è stato l’intervento dell’Avv. Colombo.

    Mi duole riscontrare che una occasione di vitale importanza per noi, e stata trasformata dai politici presenti, in una opportunità per loro, per fare campagna elettorale… .

    L’intervento dell’esponente della Cgil, invece, ha centrato il vero problema:

    Non ci sono risorse economiche per risolvere le esigenze di vita/lavoro dei disabili, siamo passati dai 40 milioni della legge 68/1999, per arrivare ai 2 milioni e mezzo nel 2012.

    Tale cifra, può certamente soddisfare le esigenze di vita/lavoro di un solo parlamentare, non certo può risolvere le esigenze di 750 mila disabili in cerca di lavoro, senza contare, quei disabili il cui posto di lavoro, è seriamente compromesso dall’attuale crisi.

    Prima di partecipare alla conferenza stampa, avevo le idee chiare su come stessero veramente le cose, dopo tale evento, posso affermare che ho avuto conferma delle mie convinzioni.

    È arrivato il tempo che l’Unione deve svezzarsi dalla politica e trovare risorse e conferme al proprio interno:

    Nell’arco di più di 80 anni, l’Unione ha accumulato un patrimonio inestimabile di idee, esperienze, persone, denaro… , è ora di fare fruttare tutto questo, mettendolo a disposizione della collettività dei ciechi.

    La politica dell’assistenzialismo è arrivata al tramonto, i pochi finanziamenti che arrivano, si potrebbero utilizzare meglio e con intelligenza.

    Basta con gli sprechi, alimentare i soliti corsi di formazione, istituti per ciechi che generano moduli scolastici e formativi vecchi e contro qualsivoglia integrazione, è un grave errore;

    Con gli stessi soldi, si potrebbero finanziare:

    Corsi per insegnanti di sostegno per non vedenti;

    Corsi di informatica base per ciechi in età prescolastica;

    Corsi d’informatica di aggiornamento per ciechi studenti alle scuole superiori;

    Borse di studio per quei ciechi che affrontano corsi di laurea, master e stage;

    Corsi di arte e mestieri per ciechi;

    Sostenere quei ciechi che vogliono aprire piccole imprese di artigianato;

    Incoraggiare imprese collettive (cooperative) fondate da ciechi.

     

    Cambiare rotta, significa anche, cambiare interlocutori:

    Sul versante dell’integrazione scolastica dei ciechi, stringere accordi con gli editori affinché si producano testi scolastici in formato elettronico;

    Sul versante lavorativo, stringere accordi con le associazioni dei datori di lavoro che prevedono deroghe alle leggi speciali, in cambio della riconversione professionale dei lavoratori ciechi in servizio, le cui vecchie mansioni non rendono più possibile il loro impiego.

    Per la vera svolta, ci vuole coraggio, L’Unione lo ha???

     

  21. L’argomento delle nuove figure professionali ha suscitato grande interesse ed ha animato un proficuo dibattito tra i partecipanti all’incontro svoltosi sabato 8 settembre presso i locali della sezione UICI di Potenza.

    In particolare i presenti, nel sottolineare l’opportunità e la necessità di investire nella formazione universitaria dei giovani ciechi e ipovedenti, motivandoli a intraprendere percorsi formativi innovativi, evitando, così, i classici corsi di centralino, hanno evidenziato i seguenti spunti di riflessione.

    Individuano tra le nuove figure professionali quelle di:  assaggiatore delle acque e di consulente informatico nei negozi di elettronica.

    Chiedono di potenziare le professioni legate al web attraverso la progettazione e l’organizzazione da parte dell’I.Ri.Fo.R. di specifici corsi di formazione relativi a: sviluppatore e valutatore di  pagine web, protocollo informatico e archiviazione dati.

    Investire nella figure professionali del tiflologo, riproponendo un corso di formazione professionale e del correttore di bozze per la trascrizione dei testi in Braille presso i centri di trascrizione e la biblioteca di Monza

    Propongono di sperimentare a titolo individuale la possibilità di lavorare nei call center di aziende al fine di accreditare il lavoratore non vedente.

    Chiedono, inoltre, di far pressione anche attraverso gli uffici territoriali del Governo  per l’approvazione delle modifiche alla legge 113/1985.

    Suggeriscono di realizzare uno spot promozionale per valorizzare la figura dell’operatore telefonico da preferire al risponditore automatico o a tecnologie similari.

    • Il confronto/dibattito tenutosi presso l’UIC di Potenza, è veramente lodevole, visto lo scarso interesse dei tanti soci all’argomento del blog;

      Apprezzato la buona volontà e l’impegno, desidero fare alcune considerazioni al solo intento di stimolare le idee:

      I settori lavorativi (call center, elettronica e informatica) a cui fanno riferimento molti dei corsi di formazione indicati dai soci di Potenza, sono praticamente saturi di giovani normodotati e non, che hanno titoli di studio e titoli di alta formazione, di gran lunga superiore a quelli posseduti dalla categoria;

      Per non contare anche il fatto che gli stessi giovani, possono essere assunti con varie tipologie di contratto più riconducibili alle esigenze dei datori di lavoro.

      Scusatemi se faccio ironia, ma continuare ad attivare corsi di formazione che non tengono conto dell’eventuale sbocco lavorativo, è come avventurarsi in un vicolo cieco… .

      L’obbligo di assunzione, non regge più, chi crede che potrebbe ancora funzionare,  è un sognatore;

      Ai sognatori, io dico che il Decreto Salvi con  le professioni equipollenti nonché, la mancata estensione della Legge 113/85 alle stesse professioni, non ha insegnato niente.

      Il continuo rinvio della riforma della L. 113/85, da parte dei vari governi, la dice lunga sul persistere dell’obbligo di assunzione;

      Il dato da registrare oramai, è che, è lo stesso Stato inteso come datore di lavoro, a voler venir meno, al suddetto obbligo.

       

  22. Nel visitare il blog sono rimasto piuttosto deluso: la partecipazione più volte invocata rimane ancora un desiderio che non trova concretamente attuazione. Mi auguro che il tempo possa far compiere a tutti un salto di qualità nella direzione della democrazia partecipativa.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *